
16) Anselmo d'Aosta. Anche lo stolto, dunque, deve convincersi ..

La prova elaborata da Anselmo sull'esistenza di Dio, nota come
prova ontologica,  stata poi ripresa e giudicata positivamente
da Descartes e da Hegel, criticata invece da Tommaso d'Aquino e da
Kant

a) Necessit di una purificazione interiore e di un forte impegno
personale (Proslogion, 1) (vedi manuale pagina 239).

Ors, omuncolo, fuggi per un poco le tue preoccupazioni, sottraiti
un poco ai tuoi tumultuosi pensieri. Liberati ora dalle pesanti
cure, e lascia da parte le tue laboriose distrazioni. Dedicati un
pochino a Dio e riposati in Lui. Entra nella stanza del tuo
spirito, cacciane fuori tutto all'infuori di Dio e di ci che ti
aiuta a cercarlo, e, dopo aver chiuso l'uscio, cerca Lui. Di'
ora, o mio cuore, tutto intero, di' a Dio: Io cerco il tuo volto,
ricerco il tuo volto, o Signore (Ps., 26, 8)

b) Credo ut intelligam (Proslogion, 1) (vedi manuale pagina 239).

Riconosco, o Signore, e te ne ringrazio, che hai creato in me
questa tua immagine, affinch, memore, ti pensi e ti ami. Ma
l'immagine  cos cancellata dall'attrito dei vizi,  cos
offuscata dal fumo dei peccati, che non pu fare ci che dovrebbe,
se tu non la rinnovi e la riformi. Non tento, o Signore, di
penetrare la tua profondit poich in nessun modo posso metterle a
pari il mio intelletto; ma desidero comprendere in qualche modo la
tua verit, che il mio cuore crede ed ama. Non cerco infatti di
comprendere per credere, ma credo per comprendere. Poich credo
anche questo: che se non avr creduto non potr comprendere
(Is., 7, 9)

c) La prova ontologica (Proslogion, 2-3) (vedi manuale pag239).

L'argomento a priori: l'idea di ci di cui non si pu pensare
nulla di pi grande, presente nella mente dell'uomo, comporta la
necessit logica dell'esistenza di un Essere che corrisponda a
questa idea

1   Ora crediamo che tu sia qualche cosa di cui nulla pu pensarsi
pi grande. O che forse non esiste una tale natura, poich lo
stolto disse in cuor suo: Dio non esiste? (Ps., 13, 1 e 52, 1).
Ma certo, quel medesimo stolto, quando sente ci che io dico, e
cio la frase qualcosa di cui nulla pu pensarsi pi grande,
capisce quello che ode; e ci che egli capisce  nel suo
intelletto, anche se egli non intende che quella cosa esista.
Altro infatti  che una cosa sia nell'intelletto, altro intendere
che la cosa sia. Infatti, quando il pittore si rappresenta ci che
dovr dipingere, ha nell'intelletto l'opera sua, ma non intende
ancora che esista quell'opera che egli non ha ancor fatto. Quando
invece l'ha gi dipinta, non solo l'ha nell'intelletto, ma intende
che l'opera fatta esiste. Anche lo stolto, dunque, deve
convincersi che vi  almeno nell'intelletto una cosa della quale
nulla pu pensarsi pi grande, poich egli capisce questa frase
quando la ode, e tutto ci che si capisce  nell'intelletto.
2   Ma, certamente, ci di cui non si pu pensare il maggiore non
pu esistere solo nell'intelletto. Infatti, se esistesse solo
nell'intelletto, si potrebbe pensare che esistesse anche nella
realt, e questo sarebbe pi grande. Se dunque ci di cui non si
pu pensare il maggiore esiste solo nell'intelletto, ci di cui
non si pu pensare il maggiore  ci di cui si pu pensare il
maggiore. Il che  contraddittorio. Esiste dunque senza dubbio
qualche cosa di cui non si pu pensare il maggiore e
nell'intelletto e nella realt.
3   E questo ente esiste in modo cos vero che non pu neppure
essere pensato non esistente. Infatti si pu pensare che esista
qualche cosa che non pu essere pensato non esistente; e questo 
maggiore di ci che pu essere pensato non esistente. Perci, se
ci di cui non si pu pensare il maggiore pu essere pensato non
esistente, esso non sar pi ci di cui non si pu pensare il
maggiore, il che  contraddittorio. Dunque ci di cui non si pu
pensare il maggiore esiste in modo cos vero, che non pu neppure
essere pensato non esistente.
4   E questo sei tu, o Signore Dio nostro

(Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1966, volume
quarto, pagine 691, 693-694).

